Blog

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Ancora una volta i vettori low cost, nel caso in esame Ryanair e Wizz Air, sembrano voler sfuggire alle regole imposte nel mercato all’interno del quale svolgono il proprio servizio di trasporto. Il terreno di scontro nasce dalle nuove tariffe previste per il trasporto dei bagagli a mano, le quali prevedono il pagamento, a carico del passeggero, di sovrapprezzo, con esclusione dello zaino da depositare nello spazio sotto ai sedili. Va ricordato che fino al 1 novembre 2018, data di entrata in vigore dalle nuova policy, i due vettori non richiedevano alcun esborso economico per il trasporto del bagaglio a mano.

In data 31 ottobre 2018, l’Antitrust italiana, ha emesso due provvedimenti, rispettivamente diretti a Ryanair ed a Wizzair, dichiarando illegittime le tariffe aggiuntive sul bagaglio a mano a bordo. A parere dell’Autorità l’applicazione delle nuove regole va sospesa perché determinano nel consumatore «una rappresentazione falsa del reale prezzo del biglietto» e alterano «il confronto con le tariffe degli altri vettori, inducendo in errore il consumatore». L’Autorità prevede, in caso di perdurante inottemperanza da parte di Ryanair e Wizzair, l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria «da 10 mila a 5 milioni di euro», oltre alla possibilità di «disporre la sospensione dell’attività di impresa per un periodo non superiore a 30 giorni».

L’Autorità, infine, precisa che il divieto all’applicazione del sovrapprezzo va riferito ai voli nazionali e non a quelli diretti o provenienti da uno stato estero.

Non si può non essere d’accordo, a nostro parere, con quanto sancito dall’Antitrust, la quale non fa altro che chiedere, a favore dei consumatori, la massima chiarezza nelle tariffe economiche applicate dai vettori low cost, al fine di evitare che dietro prezzi super scontati si celino una serie di costi aggiuntivi in grado di far lievitare in maniera consistente ed incosapevole l’esborso finale del viaggiatore.

Purtroppo, di diverso avviso sono Ryanair e Wizzair, le quali hanno annunciato un ricorso affichè la questione venga analizzata e decisa dal Tar del Lazio. A parere dei citati vettori, infatti, il sovrapprezzo per il bagaglio a mano viene chiesto, in maniera trasparente, sin dal momento della prenotazione e viene confermato nel caso di richiesta di assistenza telefonica.

È evidente che laddove il Tar avalli la decisione dell’Antitrust, si determinerà un enorme contenzioso tra i passeggeri e i vettori Ryanair e Wizzair al fine di ottenere il rimborso delle tariffe aggiuntive pagate per il trasporto dei bagagli a mano.

Rammentiamo che, nell’attuale contesto economico e normativo, il servizio di consulenza e di assistenza legale gratuita che Rimborsoclick offre ai viaggiatori può rivelarsi davvero molto utile al fine di consentire agli stessi di vedere tutelati nel miglior modo possibile i propri diritti

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

A partire dal 1° novembre 2018, Ryanair non consentirà più l’imbarco gratuito in stiva di valigie il cui peso non superi dieci chili, essendo dovuto in tal caso, da parte del passeggero, il pagamento di otto euro (in aggiunta al prezzo del biglietto). Per quanto riguarda i bagagli il cui peso, invece, superi la soglia di dieci chili rimane invariato il corrispettivo di venticinque euro da pagare al vettore irlandese per il relativo trasporto (in aggiunta al prezzo del biglietto). Sarà permesso, quindi, esclusivamente il trasporto gratuito di una piccola borsa da infilare sotto il sedile posto davanti a quello occupato dal viaggiatore. Le verifiche sul peso del bagaglio verranno effettuate al momento del check-in, ove, potrà anche essere applicato il sovrapprezzo.

Le precedenti regole, in vigore dal 15 gennaio 2018, prevedevano che:

  • i clienti che avevano acquistato l’imbarco prioritario (tra cui le tariffe Plus, Flexi Plus e Family Plus) potevano imbarcare due bagagli a mano in cabina (una borsa ed un trolley di dimensioni contenute);
  • tutti gli altri clienti potevano trasportare in cabina il bagaglio a mano più piccolo mentre il più grande veniva caricato gratuitamente in stiva.

Le nuove regole appaiano sicuramente più restrittive ed onerose per il passeggero, tenendo conto anche del fatto che, qualora quest’ultimo intenda portare con sé un bagaglio il cui peso non superi dieci chili, avrà maggior convenienza a prenotare tale servizio al momento dell’acquisto del biglietto (pagando, come detto, ulteriori otto euro) anziché decidere di avvalersene solo una volta giunto in aeroporto (in tal caso, infatti, pagherebbe dieci euro).

Inizialmente, Ryanair aveva comunicato che le nuove regole avrebbero avuto effetto per le prenotazioni dal 1° settembre 2018 in avanti, salvo poi provare ad estenderle anche a quelle precedenti attraverso una comunicazione con cui si invitavano i passeggeri a prendere atto della nuova policy.

A seguito di ciò, trattandosi di pratica lesiva dei diritti dei consumatori, il Codacons ha presentato un esposto all'ENAC e all'Antitrust che ha determinato il ritorno sui propri passi del vettore il quale ha lasciato invariate le regole sul trasporto dei bagagli a tutti coloro che avevano prenotato un volo entro il 31 agosto 2018.

La conclusione alla quale giungiamo è che, gradualmente, il vettore Ryanair tende ad allontanarsi dalla sua natura low cost, avendo adottato alcune politiche economiche certamente non favorevoli ai viaggiatori.

Rammentiamo che, nell’attuale contesto economico e normativo, il servizio di consulenza e di assistenza legale gratuita che Rimborsoclick offre ai viaggiatori può rivelarsi davvero molto utile al fine di consentire agli stessi di vedere tutelati nel miglior modo possibile i propri diritti

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

L’acquisto di un pacchetto turistico spesso avviene in data molto antecendente a quella della partenza, fruendo di vantaggiose promozioni riservate dai venditori a chi decida di programmare con largo anticipo la propria vacanza.

Se da un lato tale opzione può risultare economicamente vantaggiosa per il consumatore, dall’altro nasconde, purtroppo, alcune inside solo apparentemente insormontabili.

Capita non di rado, sfortunatamente, che la partenza sia impedita da un evento del tutto imprevisto e non prevedibile, indipendente dalla volontà del cliente, che renda impossibile la fruzione del pacchetto turistico.

L’esempio classico è costituto da una improvvisa malattia che lo costringa ad un ricovero in prossimità della data d’inizio della vacanza, protraendosi per tutto il periodo nel quale la stessa avrebbe dovuto svolgersi.

Nessuna paura, in questo caso oltre al danno non deve aggiugersi la beffa!

Eventuali atteggiamenti ostruzionistici dei venditori rispetto alla richiesta di rimborso del prezzo pagato sono ingiustificati ed illegittimi.

Lo ha chiarito una recente pronuncia della Corte di Cassazione (sentenza n. 18047/2018, emessa dalla terza sezione civile), precisando che colui che abbia acquistato un pacchetto turistico "tutto compreso" la cui partenza sia impedita dall’improvviso sopraggiungere di una patologia, ha diritto ad ottenere la restituzione integrale del relativo prezzo.

Tale principio si applica anche laddove la malattia colpisca uno solo dei componenti il gruppo di viaggio, la cui presenza sia fondamentale ai fini della riuscita della vacanza (si pensi al coniuge o a un figlio).

L’Organo Supremo di Giustizia, nella risoluzione del caso, ha richiamato l’articolo art. 1463 del codice civile, il quale, disciplinando l’ipotesi di risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta della prestazione, può essere utilmente invocato anche da colui che possa ricevere (per cause di forza maggiore) i servizi previsti nel pacchetto turistico (trasporto, hotel, escursioni ecc.).

Rammentiamo, che nell’attuale contesto economico e normativo, il servizio di consulenza e di assistenza legale gratuita che Rimborsoclick offre ai viaggiatori può rivelarsi davvero molto utile al fine di consentire agli stessi di vedere tutelati nel miglior modo possibile i propri diritti

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

È molto frequente, purtroppo, l’ipotesi in cui la compagnia aerea decida di cancellare un volo, ovvero ritardarne la partenza (e, conseguentemente, l’arrivo), senza fornire un preventivo avviso al passeggero, il quale è così costretto ad apprendere la brutta notizia solo una volta giunto in aeroporto.

Tale pratica illegittima viene spesso giustificata dai vettori utilizzando, quale scusante, la presenza di avverse condizioni metereologiche sullo scalo di partenza o di destinazione.

I passeggeri devono sapere, però, che il maltempo può escludere la responsabilità delle compagnie aeree solo qualora sia di intensità eccezionale e, come tale, imprevedibile.

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Procediamo con ordine. La normativa comunitaria (Reg. CE n° 261/2004) prevede, fra l’altro, l’obbligo in capo al vettore aereo di corrispondere in favore del passeggero, una compensazione pecuniaria in caso di cancellazione volo, di ritardo pari o superiore alle tre ore o di negato l’imbarco.

La compensazione pecuniaria è stabilita in misura forfetaria e variabile in funzione della distanza della tratta aerea; 250 EUR per tratte fino a 1500 km, 400 EUR per tratte comprese tra 1500 e 3500 km e 600 EUR per tratte superiori a 3500 km. A norma dell’art. 7, i passeggeri interessati da simili disservizi dovrebbero poter ricevere la compensazione pecuniaria, in contanti o mediante trasferimento bancario elettronico, senza dover necessariamente richiedere o sollecitare in tal senso il vettore aereo.

Consigli di viaggio

« »

Verifica il tuo rimborso!

Seleziona una compagnia aerea
Inserisci il giorno della partenza
Ricevi aggiornamenti sulla tua pratica
Controlla subito gratuitamente

Powered by ChronoForms - ChronoEngine.com